Nulla vincola di più
dell’assoluta libertà dell’IO,
“prigionia di se stessi”.
Senza l’ALTRO
non possiamo vivere la nostra libertà.

Tratto da: ARCHÉ, Silvio Leoni

Caffé filosofici Riazzino

07.02.2012 - 20:15

Energia, ambiente ed etica

Romer Arturo

In campo energetico-ambientale regna in generale un preoccupante disorientamento. Sull’informazione oggettiva prevalgono purtroppo spesso la disinformazione e le ideologie. Mancano la l’informazione corretta e la solida formazione di base, ad ogni livello, dall’asilo fino all’università. Si confonde tutto: l’energia primaria con quella finale, il calore con l’elettricità, il reattore nucleare con la bomba nucleare, l’unità “potenza” con l’unità “energia”, l’idrogeno con l’acqua, il collettore termico solare con il pannello fotovoltaico, ecc. Occorre promuovere a livello planetario un’autentica cultura energetico-ambientale.

Innanzitutto dobbiamo rigorosamente distinguere tra energia primaria (carbone nella miniera, petrolio greggio, gas naturale nel giacimento, acqua contenuta nel bacino ad accumulazione, massa legnosa di un bosco, uranio nella miniera, luce solare, ecc.) ed energia finale (elettricità, benzina, diesel, legna da ardere, calore dalla caldaia, gas naturale trasportato attraverso il gasdotto, ecc.). Le energie finali derivano da uno o più processi di trasformazione delle energie primarie. Nel concetto di “Società a 2000 watt” la potenza in watt si riferisce al consumo di energia primaria. Se un abitante del pianeta dispone della potenza di 2000 watt, ossia di 2 [kW], allora egli consuma all’anno la seguente quantità E di energia primaria:

E = 2000 [W] x 1 [a] = 2 [kW] x 8760 [h] = 17’520 [kWh].

Nessuno sa prevedere oggi con esattezza quale sarà il consumo energetico nell’anno 2100. È però fondamentale che si inizi subito a consumare l’energia con la massima efficienza e con il massimo rispetto per l’ambiente. Non dimentichiamo che nel 2100 il nostro pianeta conterà da 9 a 10 miliardi di abitanti. Le scelte di natura energetica devono assolutamente tener conto degli aspetti fondamentali dello sviluppo sostenibile (economia, ecologia e socialità). E la concreta realizzazione di uno sviluppo sostenibile presuppone il coinvolgimento diretto della dimensione etica. Le varie opinioni e tendenze sono invitate ad ascoltarsi a vicenda, aprendo un autentico dialogo rispetto alle future scelte in materia di energia e ambiente. Nessuno possiede in questo ambito verità assolute. La verità va però sempre cercata, con onesta e tolleranza, per individuare soluzioni e scelte condivisibili, fattibili e sostenibili.